Caterina Mochi Sismondi

Mi sono formata come danzatrice e coreografa, specializzandomi nel teatrodanza. In un percorso di ricerca personale, in equilibrio tra tradizione e sperimentazione, teatro di parola e movimento, ho esplorato diversi settori della creatività contemporanea, guidata da un disegno in cui teatro, danza, musica, letteratura e arti visive si potessero fondere in una profonda e ricca risorsa espressiva.
Dai Deplacé, lavori di teorizzazione e pratica del “fuori luogo” e dello “spostamento”, in cui approfondivo la tematica dello spiazzamento e del disequilibrio, sono scaturite le radici di Studio sulla Vertigine, per me luogo di riflessione anche sul valore dei generi e dei ruoli. Con questa ricerca sono approdata a una sorta di “ironia del non sapere dove stare”, formula che sintetizza tanto la mia cifra stilistica, quanto una personale riflessione politica sulla figura dell’artista oggi, sempre in bilico e instabile.
È diventato cruciale per me legittimare la contaminazione tra discipline, ossia la capacità di guardare oltre l’etichettamento di stile e di genere, per conquistare una dimensione espressiva ibrida e fluida: ho voluto così assimilare il nouveau cirque e le sue risorse espressive al mio lavoro, come arricchimento ed emblema di questo intento. Nella messa in scena il corpo spiazzato, spezzato e imbarazzato, in bilico, fuori asse e fuori tempo resta il cuore della ricerca su voce e movimento. Parimenti la costruzione drammaturgica segue un percorso di frammentazione: il testo, musicato dal vivo, viene così contraffatto, reso partitura sonora, ritmo, poesia. Ricerco una sonorità a partire dal corpo in scena, per questo esploro le possibilità di un’amplificazione che veicoli e restituisca i suoni prodotti dal movimento, come se fossero quelli di una composizione musicale.

Caterina Mochi Sismondi

Caterina Mochi Sismondi regista, coreografa e performer si diploma alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano nel 2002 e segue il Dams di Torino. Insegnante del Metodo Feldenkrais, diplomata nel 2012 con Paul Rubin, lavora in teatro con attori, danzatori e circensi, sviluppando una propria ricerca autoriale e un proprio percorso di approfondimento su creazione e movimento.
Da subito interessata alla ricerca coreografica e teatrale, collabora con altri artisti presentando progetti e spettacoli in Italia e all’estero. Incontra tra gli altri John Cage, Dragica Zach, Nina Watt, Carlos Orta, Giorgio Rossi, Roberto Castello, Doriana Crema, Virgilio Sieni, Emio Greco, Susanna Beltrami, Cesc Gelabert, Maria Carpaneto, Francesco Micheli, Chiara Lagani, Danio Manfredini, Marta Pastorino, Daniele Bergonzi, Luca Veggetti, Antonio Salines, Avi Kaiser e Sergio Antonino, Susanne Linke, Ennio Morricone, Margaret Pikes, Gianluca Pezzino, Davide Tomat, Arian Miluka, Marigia Maggipinto.

Fonda nel 2008 la compagnia blucinQue, di cui è regista e coreografa, e dal 2012 collabora all’esperienza del collettivo artistico residente nel nuovo spazio torinese per le arti contemporanee Superbudda di cui è co-fondatrice e con Paolo Stratta, dal 2014, al lavoro di Compagnia per Qanat Arte e Spettacolo con cui ha iniziato un nuovo percorso di ricerca personale di creazione.